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COME LA NATURA CI PUO’ AIUTARE A RECUPERARE IL NOSTRO BENESSERE PSICOFISICO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

di Marzia Macciocchi - Psicologa e Psicoterapeuta -

In questi mesi stiamo assistendo a cambiamenti improvvisi (e in molti casi indesiderati) delle nostre abituali condizioni di vita.
Prima della pandemia ritmi scanditi e definiti da routine lavorativi e sociali stabili e tutto sommato prevedibili (anche se a volte troppo frenetici) ci garantivano un senso generale di sicurezza, protezione e fiducia verso il mondo circostante ed il futuro.


L’irruzione nei nostri stili di vita (e nelle nostre menti) del Covid 19 e le conseguenti restrizioni, indispensabili ad arginare la drammatica emergenza sanitaria, hanno innescato uno tsunami emotivo che sta impattando fortemente sul nostro equilibrio psico-fisico:
convivere costantemente con sentimenti molto spiacevoli come paura, angoscia, rabbia, tristezza può incidere notevolmente sulla qualità della vita e delle relazioni con gli altri.


Il virus rappresenta una minaccia concreta non solo per la nostra salute fisica, ma anche per quella mentale.
In questo momento la sofferenza psicologica è diffusa nell’intera popolazione e coinvolge maggiormente alcune categorie specifiche pensiamo, per esempio, agli operatori sanitari, agli anziani, alle donne, ai bambini e agli adolescenti, alle persone con pregresse fragilità.

Nel mio lavoro clinico, in questo momento critico prima d’ora sconosciuto, sto condividendo con i miei analizzandi stupore verso un mondo che non è più quello che conoscevamo, emozioni destabilizzanti come la paura e sentimenti drammatici come la perdita. Contemporaneamente però sto notando con piacere la possibilità, per alcuni, di poter recuperare o sperimentare aspetti di sé positivi e/o nuovi, per esempio passare più
tempo di qualità con le persone care o intraprendere un progetto che non si aveva avuto mai il tempo di iniziare.


Credo che, attualmente, ognuno di noi abbia più che mai il bisogno di trovare nuovi equilibri, con se stesso e con gli altri, allo scopo di adattarsi al meglio ai nuovi contesti e, perché no, contribuire positivamente a costruire insieme una società più umana.
In quest’ottica sembra indispensabile per gli esperti del settore e per gli enti (nazionali e territoriali), intercettare il disagio degli individui e rispondervi promuovendo iniziative di vario livello in favore del sostegno al benessere psico-fisico della collettività, in particolare modo, delle fasce più colpite dalle criticità del contesto attuale.


Da tempo, molti studi scientifici hanno dimostrato come il contatto protratto con la natura e l’attività fisica influiscano positivamente sul cervello e sull’animo degli umani. Immergersi e passeggiare nel bosco, per esempio, riduce la produzione di cortisolo “l’ormone dello
stress
“; riduce sentimenti di preoccupazione e tristezza, incrementa capacità di concentrazione e memoria, aumenta l’autostima, la fiducia in se stessi e l’autocontrollo.
Senza contare i vantaggi legati alla socializzazione: per esempio pensiamo alle esperienze di cooperazione ed al senso di appartenenza che vengono stimolati dalle escursioni di gruppo.


La cultura giapponese, tradizionalmente attenta a valorizzare il legame tra umani e natura, ci offre un interessante modello di medicina alternativa: lo Shirin-Yoku ovvero “bagno nella foresta”. Lo Shirin-Yoku è una pratica sanitaria che consiste nell’immersione totale ed attiva in un ambiente naturale come un bosco o una foresta.
E’ dimostrato che questa attività, promossa dal governo giapponese e molto diffusa tra la popolazione, sia in grado di apportare grandi benefici alla salute psico-fisica per esempio rafforzando il sistema immunitario e riducendo drasticamente ansia, depressione e rabbia.


Si può ritenere quindi che effettuare regolarmente passeggiate nella natura, soprattutto se in compagnia, sia generalmente un buon modo per raggiungere un maggiore benessere sia fisico che mentale.


Ne “La vocazione di perdersi”, Franco Michieli scrive : << […] se non possiamo guardare la terra dall’alto, impariamo presto che in compenso dal suolo vediamo bene il cielo. Lassù il corso apparente del sole diviene la bussola naturale con cui riorientare la nostra mappa mentale comprendente la geometria del territorio, e di conseguenza la nostra rotta, nei momenti incerti >>.

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